Transizione energetica in azienda: perché spesso ci si blocca e come ripartire
Quando si parla di transizione energetica, molte aziende reagiscono allo stesso modo: interesse iniziale, seguito da un lungo periodo di immobilità. Non per mancanza di attenzione al tema, ma per una sensazione diffusa di complessità.
Forse per le troppe tecnologie o i troppi scenari futuri, sicuramente per la troppa incertezza, il risultato è che spesso, in attesa della “soluzione perfetta”, non si fa nulla.
Il falso mito del grande salto
Uno degli errori più comuni è pensare alla transizione energetica come a un cambiamento radicale, immediato e costoso costituito da nuovi impianti e infrastrutture ed investimenti difficili da giustificare nel breve periodo.
In realtà, nella maggior parte dei casi, il percorso è fatto di passi progressivi. E il primo non riguarda quasi mai la produzione di energia, ma il modo in cui viene utilizzata.
Intervenire sull’efficienza significa lavorare sull’esistente e ottimizzare i carichi, migliorando il controllo degli impianti e aumentando al contempo la consapevolezza dei consumi.
Tecnologia già disponibile, benefici immediati
Molti pensando che parlare di transizione energetica significhi guardare a soluzioni sperimentali e quindi incerte, ma non è così. Al giorno d’oggi le tecnologie che si utilizzano molte volte sono mature e ben consolidate sul mercato:
- Sistemi di controllo intelligenti;
- Sensori e automazione;
- Piattaforme di gestione centralizzata;
- Integrazione tra impianti diversi.
Questi strumenti permettono di ottenere con certezza risultati concreti, senza nemmeno la necessità di fermare la produzione o stravolgere l’organizzazione aziendale.
Una questione di metodo, non di ideologia
La sostenibilità per un’azienda non dovrebbe essere solo uno slogan, ma una scelta operativa che deve funzionare anche economicamente e tecnicamente. Per questo motivo i percorsi più efficaci sono quelli costruiti su misura, partendo dai dati reali e dagli obiettivi aziendali.
La transizione energetica è un processo da governare nel tempo, con costanza e con uno sguardo orientato verso il futuro. Spesso il modo migliore per iniziare è quello di migliorare ciò che già esiste, prima di aggiungere qualcosa di nuovo.