Ridurre i consumi non basta. Cosa è davvero necessario?
Ridurre i consumi energetici è uno degli obiettivi più diffusi, indipendentemente dal contesto. Aziende, uffici, attività commerciali, amministrazioni pubbliche: tutti cercano di consumare meno.
Spesso, però, si parte dal presupposto che tutti i consumi abbiano lo stesso valore, quando non è affatto così.
In qualsiasi edificio o infrastruttura convivono infatti situazioni molto diverse, poiché ci sono consumi indispensabili legati alle attività, consumi che possono essere ottimizzati e ce ne sono altri che esistono semplicemente perché nessuno li ha mai messi in discussione. Possiamo riassumerli così:
- Consumi necessari;
- Consumi migliorabili;
- Consumi inutili.
Il limite delle strategie lineari
Quando si interviene in modo uniforme, senza questa lettura, si rischia di ottenere risultati parziali, perché ridurre indiscriminatamente può impattare sull’operatività, generare benefici limitati e lasciare intatte le vere inefficienze.
Al contrario, individuare ciò che non è necessario permette di intervenire in modo molto più efficace.
Consumare meglio, non solo meno
Negli ultimi anni si sta affermando un approccio diverso, basato sulla qualità del consumo. Non si tratta solo di ridurre, ma di utilizzare l’energia in modo più coerente con l’utilizzo reale degli spazi.
Questo significa, ad esempio:
- Illuminare solo quando serve;
- Adattare i livelli di luce alle condizioni ambientali;
- Evitare che impianti statici funzionino allo stesso modo in qualsiasi situazione.
Dal numero al comportamento
Il vero cambiamento avviene quando il consumo viene letto nel tempo, non come un dato isolato, ma come un vero e proprio comportamento.
È in questa lettura che emergono anomalie, sprechi e opportunità che altrimenti restano nascosti. Più che chiedersi quanto si può ridurre, ci si dovrebbe domandare quanta dell’energia che stiamo utilizzando è davvero necessaria.